mercoledì 4 marzo 2026

Race Report - Omloop Het Nieuwsblad Cyclo 2026

 



Il week end del 28 febbraio / 1 marzo è cominciata la stagione agonistica ciclistica nel nord Europa. Sabato si è corsa la Omloop Het Nieuwsblad, vinta tra gli uomini da Mathieu Van Der Poel, seguita domenica da un'altra gara

MVDP ha vinto staccando tutti sul penultimo muro, il più duro; il Kapelmuur (Geraardsbergen).

E domenica lo stesso percorso (beh parziale) era aperto alla gara degli amatori. E c'ero anche io!


Non la chiamerei propriamente "gara" in quanto la partenza era open tra le 7:30 e le 11:30, non c'era sistema di cronometraggio e quindi niente classifica, ma comunque molti la interpretavano andando al loro meglio (altri più tranquilli facevano soste come meglio gli piaceva). Ai ristori si parcheggiava la bici e in cima ad alcuni muri ci si fermava per i selfy di rito.

Anche io l'ho presa con un po' di filosofia e mi sono fermato al ristoro intermedio e in cima al Kapelmuur.

Chiccha finale. All'arrivo c'era uno stand di MyWhoosh e regalavano jersey, bib, guanti e calze! Direi per un valore molto maggiore dei 28 euro dell'iscrizione.


Veniamo al racconto. Ero con un amico e collega e siamo partiti da Anversa alle 7:00 per arrivare a Ninove verso le 8:00 dopo un comodo trasferimento in auto. Abbiamo predisposto le bici: io mi presentavo con la mia bici Decathlon GRVL Triban 120 in alluminio, ruote massicce, pneumatici da 35 mm leggermente tassellati, cambio super basic a 10 velocità. Un po' pesantuccia per i tratti in salita, ma confortevole per i tratti in pavè.


Temperatura freddina, sui 6°C al via, ma destinata a salire. Quindi shorts, ma copriscarpe, giacchino invernale e guanti con dita coperte.

Alla zona del via presentando il QR code si otteneva il cartellino da mettere sulla bici con il proprio numero di dorsale (anche se il dorsale non ce l'avevamo) e una dotazione di gel/ barretta/ gelatina a cura di Etix.

Al via si poteva avere il caffè (saltato) e fare uso di bagni (fatto) e poi con calma si passava sotto un gonfiabile che segnava il via. Quando sono passato io, ero solo soletto; strana sensazione come partenza di una gara.


Poco dopo la partenza sono entrato in un gruppo di quattro e stando in scia andavo a 230 / 250 W. Alla prima salita però sono rimasto indietro: pesante io, pesante la bici, più forti loro.

Secondo il Garmin (Edge 840) su cui avevo caricato il percorso c'erano un totale di 12 salite, ma in realtà di tratti veramente pianeggianti ce ne erano pochissimi se non nessuno.





Bel percorso, rispetto al piattume di Anversa direi proprio piacevole, salite tutte pedalabili tranne i due muri finali. A parte alcune salite (e certamente i due muri finali!) ho in mente un solo tratto in pavè con un po' di tutto tra sali-scendi e tratti in piano. Un bel tremolio! in discesa me la sono presa supercomoda.


Veniamo alla parte clou della gara

1. Muur – Kapelmuur (Geraardsbergen)

  • È il simbolo della corsa: 1,1 km al 7,3% con punte al 20%.
  • Viene affrontato a circa 15 km dall’arrivo.
  • È quasi sempre il punto dove si seleziona il gruppo dei migliori o parte l’azione vincente. [veloracycling.com], [onlycycling.com]
[Qui è dove sabato MVDP ha staccato tutti e se a vedere lui sembra che si tratti di una salitella, basta vedere come pedala un inseguitore per capire quanto sia dura] Veramente tosto! tra le cose più difficili che abbia mai fatto. E per fortuna era tutto bello asciutto! A complicarmi leggermente la vita ci si è messa un'auto dell'organizzazione che mi ha superato nel tratto iniziale più largo, ma che poi ha dovuto rallentare causa strettoie e traffico e me la sono trovata appena davanti alla ruota. Al penultimo tornante, il punto più duro in assoluto l'auto si è quasi fermata e l'ho dovuta superare all'interno, ossia nel punto dove la pendenza è massima (20%) e naturalmente il pavè è più dissestato. 


Ho seriamente pensato di non farcela; la cadenza pensavo fosse tra le più basse possibili, invece ero su 60 rpm. Per fortuna dopo il penultimo tornante la pendenza cala per qualche metro e si può fare l'ultimo tratto senza morire. In cima c'è la chiesa e ci si ferma per le foto di rito.

Comunque avere superato tratti di pavè sconnesso su pendenze con tratti al 20% è discreta soddisfazione.

2. Bosberg

  • Ultimo muro della corsa,


    980 m al 5,8%, punte al 13%, metà su pavé.
  • Si trova a soli 11,8 km dal traguardo e serve come rilancio dopo la Kapelmuur. [veloracycling.com], [onlycycling.com]
Un po' dopo il Kapelmuur arriva questa salita, tutta dritta, larga, ma comunque lunghetta, su pavè e con pendenza che comunque aumenta sempre. Duro, ma certamente fattibilissimo.


 

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